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Archive for 19 Mag 2011

Or che caduto è l’uomo del terrore,
non creder che hai raggiunto, Occidente,
per te la pace e buona condizione !
Pace non v’è per chi è invadente

e in tutto il mondo fa sopraffazione,
la fame diffondendo tra la gente
per trar profitto dall’occupazione
di terre che sol morder sa col dente.

Finché mancanza d’alimentazione,
finché dell’uom qual bestia sfruttamento
sarà nel mondo, di liberazione
la voglia produrrà sommovimento.

Calgaco tornerà, che il rapinare
di Roma sui sommessi disse chiaro
non era impero, ma voléa falsare
l’Urbe chiamando legge il suo piacere;

Calgaco, cui ‘l destino dei Britanni
diè di guidar le schiere a estrema pugna,
Calgaco, condottier di gente in armi,
cui nel suo fiero dir Roma ripugna;

Calgaco, che il Romano usurpatore
sente della sua cara patria terra
e avendo sol com’arma il braccio e il cuore
difende moglie e figli con la guerra.

Se il ricco ben armato è in campo aperto,
il povero, men forte, deve usare
la scaramuccia, il pugnare incerto,
solo così potendo guerreggiare.

Potéa affrontare David il gigante
Golίa, combattendo petto a petto?
Cercò evitar di stare a lui dinante,
colpì con fionda e ne fuggì ‘l cospetto.

Chi col cannone avanza in gran colonna,
si dice, compie atto d’eroismo,
chi al fianco invece assal con picciol canna
si dice che atto fa di terrorismo.

“E come si permette, screanzato,
cotesto, il cui dover è sol servire,
di portar l’arma, a me sol destinato,
il cui dover invece è comandare?”

sί sembra dire quel del temerario
che tracotante osa contrastare
a lui ch’è di mestiere avversario
di chiunque al suo passar sa il capo alzare.

Ma perché mai in terra d’altri andare
deve in colonna armata chi è più forte?
Chi ha detto mai che in altrui suol predare
può chi temer non dee che sian ritorte

contro a lui stesso l’armi ch’egli ha usato
per sottometter e colonizzare?
Giorno verrà che contro a lui adoprato
sarà quel ferro che a minacciare

pargoli, donne e vecchi chini a orare
in braccio ha preso a tôr dei campi il frutto,
quand’ uomini valenti a lottare
verranno a ch’ei restituisca il tutto.

Ove non seminasti non andare!
E, se ti è favorevole il mercato,
sappi che ti fu dato guadagnare
l’altrui, perciò quel che non hai sudato

restituisci in spirito fraterno,
perché alla fin, se i conti ben hai fatto,
quel ch’hai donato avrai vincendo un terno
né da temer avrai per tuo misfatto!

Potrai dall’aureo tuo palazzo uscire
senza il pericol d’esser gambizzato
da chi ti sciama intorno e a deperire
da quotidian digiuno è abituato

o ad esser preda facile d’invidia
potrebbe contro a te essere spinto
dall’astinenza lunga e dall’inedia
che signoreggian l’animo ch’è vinto.

Perciò non t’allegrar, ricco Occidente,
ma, se davver sconfigger vuoi ‘l terrore,
facilita il progresso della gente
ovunque nasce e pena con sudore!

Se sei Golίa, devi pur capire
che il picciol David arma nella mano
ascosa può portar per te colpire
ed annientare il tuo potere insano.

Se la vicenda alterna della storia
oggi ti diè di far da comandante,
al fuoco manda l’imperar con boria!
L’arte si addice a te di governante.

Non ci sarà più l’uomo del terrore
né tu avrai alcuno da temere
nel mondo dove vige umano amore
che dà a ognuno quel che deve avere.

Franco Pedatella

Cleto, 5 maggio 2011.

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Quello che segue è l’Atto di Donazione del Castello di Petramala che, in veste di legato del protonotario della Corte Imperiale di Federico II di Svevia, nel linguaggio e con il formulario di rito dell’epoca (anno 1231) ho scritto, fingendo, nel secolo nostro, la donazione del Castello da parte del primo feudatario alle generazioni attuali, alla presenza delle autorità locali, scolastiche, religiose, culturali, comunali, provinciali, regionali e dell’Università della Calabria del tempo nostro, che hanno sottoscritto l’atto, in rappresentanza delle rispettive istituzioni.
Tale evento è stato solennemente celebrato nel Castello medesimo, alla presenza dell’ultimo erede della famiglia Giannuzzi Savelli,
ultima proprietaria del Castello, che idealmente si collegava al primo barone e lo rappresentava, il 20 luglio dell’anno 2010, in occasione dell’inaugurazione del suddetto Castello, dopo appropriata opera di restauro conservativo.

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Anno Jncarnacionis dominice Millesimo ducentesimo tricesimo primo. Vicesimo die mensis Julii quarte Indictionis. Regnante domino nostro Federico Dei gratia illustrissimo Romanorum imperatore semper augusto, et Sicilie Rege, regni eius anno duodecimo feliciter. Pontificatus Sanctissimi in Christo Patris et Domini nostri Domini Gregorii divina Providentia Pape Noni Anno quinto. Amen. In Castro Petramale.
Noi, Guidone de Petramala, dominus et barone illustrissimo de Castro Petramale, in nome e per conto de’ nostri illustrissimi discendenti directi Jacobus de Petramala et Goffridus de Petramala, et de quilli più lontani fino all’ultimo, con atto presente consegniamo a voi, fideles nostri dilecti qui habitate questa terra de Petramale, a fine ke la conserviate a’ vostri discendenti posteri, e comandamove espressamente per quanto avete cara la gratia nostra ke debiate essa conservare a vostri dilecti discendenti medesimi sí come abbiamo fatto noi ke abbiamo obedito a sire nostro Re et a suo comandamento et affidiamo questa terra de Petramala con suo castello, seu fortelleze, homini vaxalli, et redditi de vaxalli, stimo da Iurisdizione civile, criminale, et mixte, mero mistoque imperio, benj, membri feudi, bagliva, officio de mastro d’atti, ragionj, jurisditioni, actionj et pertinentie qualsivogliano et Integro suo stato, ke è ad tempus pheudo de’ possedimenti della Badìa de Joachin Venerabilis Abbatis de flore de Fontelaurato, della Contea de Ayello, vel Agellus, in Calabria.
Poi comandamove ke nel Millennio seguente, et precisamente nell’Anno bis Millesimo decimo nel medesimo giorno vicesimo del mese di Luglio, voi, generationi future que sarete rappresentate da’ posteri più giovani, facciate la medesima cerimonia eiusdem modi et con istrumento medesimo, coram populo et hominibus munitis Regia auctoritate, veniate in piena possessione della presente donatione del predicto Castro et terra Petramale et pertinentie qualsivogliano, etiam habendo omne censum ius terrarum, herbaticum, glandaticum, aliqua animalia super inducere, acciò ke questo atto abbia valore et forza di legge in secula ventura et sia inviolabile in perpetuum secondo le nove costituzioni ke saranno in quei tempi vigenti.
Voi, filj nostri, sí come sarete nobiles et digni viri et aggregati al Sedile delle Nobili Famiglie de Cusentia iussu Domini Nostri Regis Karoli tertij de Borbone, in Neapoli, conserverete et accrescerete questa terra et suo Castro et essi conoscerete meglio a traverso lo studio et le nostre schole, et aumentati, in presentia de tucto populo, consegnerete et affiderete cum omni iure dominii proprietatis heredibus et successoribus vestris et a tucto populo integro a fine ke essi, sí come vostri discendenti et heredi, li rendano majori.
Haec concessio nostra rata in perpetuum et inconcussa permaneat pro parte ipsius civitatis et successorum eius ad ipsum Castrum habendum tenendum possidendum et gaciendum de eo et in eo.
Ad indicium autem huius cerimonie presens scriptum fieri jussimus apud Castrum Petramale per manus Franki Pedatella de Ayello publici notarij, nostra et subdictorum testium subscriptionibus et
sigillorum impressionibus communitum.
Ego Guidone de Petramala interfuj et subscripsj.
Ego Excellens Antonius Reppucci Praefectus Provincie Cusentie interfuj et subscripsj.
Ego Illustris Anna Aurora Colosimo Commissarius extraordinarius Municipij de Cleto, iam Petramala, interfuj
et subscripsj.
Ego Honorabilis Marius Caligiuri Assessor Regionis Calabrie interfuj et subscripsj .
Ego Honorabilis Marius Gerardus Oliverio Praeses Provincie Cusentie interfuj et subscripsj.
Ego Illustris Catharina Policicchio Praeses schole de Ayello et de Petramala et de Serra interfuj et subscripsj.
Ego Reverendus Ernestus Majaliwa Kaombwe Presbyterus de Petramala interfuj et subscripsj.
Ego Clarissimus Maggiorinus Iusi Professor apud Universitatem Calabrie urbis Cusentie interfuj et subscripsj.
Ego Clarissimus Vitus Teti Professor apud Universitatem Calabrie urbis Cusentie interfuj et subscripsj.
Ego Illustris Iosephus Giannuzzi Savelli prognatus a Baronatu Castri de Petramala interfuj et subscripsj.
Ego Illustris Iulia Fresca rerum diurnarum scriptor interfuj et subscripsj.
Ego Illustris Caietanus Cuglietta de Petramala Praeses Associationis Cletarte interfuj et subscripsj.
Ego Illustris Nicolaus Chiarello de Petramala Praeses Associationis Pro Loco interfuj et Subscripsj.
Ego Illustris Valter Pellegrini de Cusentia Praeses Associationis La Piazza interfuj et subscripsj.
Et Ego predictus Frankus Pedatella de Ayello Regia auctoritate publicus ubique per Imperium et Regnum Sicilie
notarius presens scriptum scripsi ac etiam me subscripsi Rogatus.

Datum apud Castrum Petramale per manus Franki Pedatella legati prothonotarij imperialis aule.

Registratum in Cancelleria Municipij Cletj, iam Petramale, et penes predictum notarjum eiusdem Municipij die Vicesimo mensis Iulii Anno Domini MMX.

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