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Archive for the ‘Parole in Prosa’ Category

Amantea, 20 marzo 2015. Quando la scuola si lega al territorio e ne interpreta ed esalta i valori, allora riesce ad esprimere il meglio del territorio medesimo ed a riempire i programmi scolastici di contenuti vivi, facendo dei ragazzi i migliori e più affidabili testimoni della tradizione di quel territorio ed al tempo stesso gli artefici di un’opera di progresso che è radicato in quel territorio e  vi ha basi solide, capaci di reggere alle sfide del tempo. Ancora una volta l’Istituto Comprensivo Statale “G. Mameli” di Amantea insieme alle sue Sezioni Associate di Lago conferma questa sua vocazione a farsi portatore di simili esperienze esaltanti, che non solo hanno una ricaduta educativa positiva su tutto il territorio, ma sono capaci anche di scavare nella cultura più tradizionale del territorio medesimo per trasmetterla alle più giovani generazioni di alunni e farla rivivere, rinvigorendone al tempo stesso la funzione formativa, al fine di operare una saldatura tra le epoche diverse della storia culturale di questo popolo, assicurandone la permanenza e la vitalità e quindi ogni fondamento stesso di crescita vera, fuori da ogni pericolo di effimerità.

DSC_3335È questo il significato che abbiamo colto oggi al Convegno su “La Giornata della Solidarietà” organizzato al Teatro Temesa dall’I.C. “G. Mameli”, con inizio alle ore 10,30, quando la Dirigente Scolastica Prof.ssa Caterina Policicchio, nel rivolgere il messaggio di saluto alle autorità scolastiche, civili e militari ed alla vasta platea dei convenuti, nonché agli alunni di Amantea e di Lago, ai docenti, ai maestri di strumento di Amantea, Santino Bruno (tromba), Alessandro Feroleto (clarinetto), Maria Roberta Ficara (pianoforte), Luana Martire (arpa), e di Lago, Daniela Anna Durante (flauto), Antonio De Paoli (violino), Giuseppe Gloria (clarinetto), Salvatore Mammone (chitarra), ed ai rappresentanti delle scuole, e nel ringraziare l’Associazione “Gianmarco De Maria” di Cosenza, ricorda i valori della solidarietà e l’opera educativa di cui la scuola deve farsi carico soprattutto in una società difficile come la nostra.

Ancora più esplicito si fa il messaggio all’intonare delle prime note del concerto dell’Orchestra della Scuola di fronte ad una platea attenta e tutto rende chiaro che il tema del convegno inizia sotto l’auspicio della musica, anzi della buona musica, che è così ben radicata in questo territorio e rende tangibile quel legame tra generazioni che la scuola vuole richiamare e rinsaldare, che è anche legame morale, condivisione di valori etici di cui la solidarietà è l’anima. L’organizzazione degli interventi musicali, poi, è studiata sapientemente secondo la logica di un crescendo, che va dal quartetto di violino, chitarra, clarinetto e flauto, che esegue i brani iniziali, al coinvolgimento dell’intera orchestra nell’esecuzione di quelli successivi.

DSC_3410La rilevanza della tematica in discussione è sottolineata dal coinvolgimento delle presenze significative: il Dirigente dell’A.T.P. di Cosenza, dott. Luciano Greco, ed il Segretario dell’A.T.P., dott. Guglielmo Arena, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria; il Sindaco del Comune di Amantea, prof.ssa Monica Sabatino; era prevista la presenza del Vicesindaco, dott. Giovanni Battista Morelli, che ha curato l’organizzazione dell’evento, per la parte di competenza del Comune di Amantea, per la promozione del dialogo fra scuola e territorio, ma è al momento assente perché impegnato nelle stesse ore in pubblici appuntamenti inerenti al suo ruolo professionale; l’Assessore Giovanni Barone e l’Assessore Annalisa Iuliano, in rappresentanza del Sindaco e del Comune di Lago; il fondatore dell’Associazione Gianmarco De Maria di Cosenza, dott. Franco De Maria; il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Lago, maresciallo Filippo Polito; il Comandante della Polizia Municipale di Amantea, dott. Emilio Caruso;  il maresciallo Fausto De Caria, della Guardia Costiera di Amantea e Vibo Valentia; il prof. Laurino Furgiuele, in rappresentanza del Dirigente Scolastico del Polo Liceo Scientifico – I.P.S.I.A. – I.T.C. “Mortati” – I.T.I.  Amantea; il prof. Franco Pedatella; la prof.ssa Giovanna Ruggiero, in rappresentanza del Dirigente Scolastico dell’ I.C. St. Belmonte C. – Longobardi – Fiumefreddo; il Dirigente Scolastico dell’I.C. Campora San Giovanni – Aiello Calabro, prof.ssa Nella Pugliese; il prof. don Luigino Zoroberto, referente del “Progetto Solidarietà”; il Presidente del Consiglio d’Istituto “G. Mameli”, sig.ra Teresa Scudiero.

DSC_3367Organizza e modera il convegno la prof.ssa Concetta Mileti, alla quale è spettato anche l’arduo compito di curare i rapporti istituzionali.

A tutti costoro la Dirigente Policicchio rivolge i più calorosi saluti e i più sentiti ringraziamenti, soffermandosi in particolare sull’attività dell’Associazione Gianmarco De Maria, dei cosiddetti “camici colorati”, i volontari che portano un sorriso nelle corsie, i “corsari delle corsie”, i “corsari del sorriso”, come le piace definirli. Ricorda poi “La Casa di Giusy”, nata per le famiglie disperate a cui poter offrire ospitalità per dare loro la possibilità di stare vicine ai bambini ricoverati. “Stiamo portando avanti questa manifestazione – ricorda la Dirigente – da tre anni e lo facciamo perché abbiamo la responsabilità educativa, che è prioritaria nella nostra epoca in cui c’è una vera e propria emergenza educativa. In questa situazione è chiaro che il ruolo della scuola è difficile, DSC_3385ma noi dobbiamo provarci, con i genitori, che sono dei bravi allenatori, e con tutta la società, che dovrebbe collaborare. Il Dirigente in primis ha la responsabilità morale. Insieme al dirigente ci sono i docenti. Voi alunni dovete essere coscienti di far parte di una scuola che dovete amare, dovete essere cittadini consapevoli dei grandi valori etici di moralità, di fronte ai quali avete dei doveri. Noi vi porteremo per mano, così metteremo in atto un’opera sinergica, in cui quello degli insegnanti è un ruolo difficilissimo”. Qui ricorda l’etimologia del termine ‘insegnante’ che deriva da ‘insignare’ cioè ‘imprimere segni’ (nella mente), ‘lasciare il segno’. “Se ci sarà quest’opera sinergica, avremo un scuola caratterizzata da grande motivazione e la cultura vi renderà liberi”. Passa poi a richiamare don Bosco ed i principi ispiratori dell’opera sua: l’amorevolezza, la ragione, cioè le regole da osservare, e la religione, cioè l’atteggiamento di stare accanto al ragazzo. Quindi richiama le Indicazioni Nazionali per il Curricolo, insistendo sull’extrascuola, sulla necessità per noi di “insegnare ai ragazzi a stare nel mondo” e ad essere cittadini attivi e sulla centralità della persona, concetto che ribadisce quando, rivolgendosi direttamente ai ragazzi, dice: “Voi siete unici e irripetibili”. Da qui la necessità di un nuovo umanesimo. Poi, avviandosi alla conclusione del suo intervento, richiama le parole del Mahatma Gandhi e di Papa Francesco, in particolare: “Non abbiate paura di andare contro corrente; dovete imparare a dire di no; è necessario uscire dal recinto dell’egoismo”; ed aggiunge: “anche al di fuori dell’ambiente scolastico”. Chiude ringraziando coloro che hanno contribuito alla realizzazione dei salvadanai, in particolare il prof. Aurelio De Luca e la prof.ssa Laura Sansone, che ne sono gli autori insieme agli alunni.

DSC_3306Successivamente prende la parola il sindaco di Amantea, prof.ssa Monica Sabatino, che ringrazia per l’invito rivoltole, si sofferma sull’importanza del convegno e sul valore dell’opera insostituibile della scuola nella formazione dei giovani ed invita la Dirigente e i docenti a continuare a lavorare bene, così come stanno facendo, perché la comunità si aspetta molto da loro.

Seguono due belle esecuzioni musicali da parte dell’orchestra dei ragazzi di Lago, diretta dal Maestro Giuseppe Gloria.

Quindi prende la parola il dott. Franco De Maria che, dopo aver ricordato brevemente la storia di Gianmarco De Maria, ringrazia la scuola per aver organizzato questo tipo di manifestazione. Importante per lui è “poter fermarsi a riflettere, poter pensare di aiutare, imparare a stare al mondo”. In questo processo la scuola ha un ruolo importante perché sviluppa la capacità di acquisire conoscenze e “la conoscenza è libertà”. In questo senso “importante non è imparare la pagina di storia, ma imparare ad imparare sempre”.

DSC_3499Continuando il suo intervento, il Presidente dell’Associazione afferma: “Noi siamo impegnati in ospedale vicino a quelli che soffrono … Ci occupiamo di bambini ospedalizzati. Ma il compito dell’Associazione è propriamente impegnarsi nella prevenzione, per far sì che i bambini non vadano in ospedale; avere un ospedale vuoto. Per far questo è necessario individuare nella vita dei bambini quei segnali che vengono trascurati e che poi generano le patologie tumorali. Se invece noi riusciamo a cogliere quei segnali, allora si evita di arrivare tardi alla diagnosi. Ci sono oggi dei progetti che si stanno portando avanti a livello internazionale, perché l’ospedale resti vuoto”. Qui il discorso cade sull’Expo di Milano 2015, di cui il relatore ricorda il fatto che ne sono sponsor aziende che sono responsabili della cattiva nutrizione nel mondo. Allora bisogna stare attenti, bisogna “scegliere la dieta per eccellenza, che è fornita dalla cipolla di Tropea, dall’olio e da ciò che abbiamo vicino casa. A far questo bisogna che cominciamo da piccoli. Una delle cose che la scuola deve fare è insegnare a leggere le etichette… Voi siete piante che state crescendo e come le piante dovete mangiare le cose che stanno vicino a voi”. Avviandosi alle conclusioni, invita i ragazzi a guardare su You Tube il filmato dell’Associazione.

A questo punto i ragazzi portano al tavolo della presidenza i lavori eseguiti sotto la guida dei docenti di Tecnologia e  Arte, la prof.ssa Laura Sansone e il prof. Aurelio De Luca. Si tratta di salvadanai che, esposti sul tavolo, si rivelano vere opere d’arte, frutto di fantasia e di manualità di ragazzi di Amantea e di Lago che hanno lavorato davvero con passione e che rendono con queste creazioni l’idea stessa di solidarietà.

Quindi il dott. De Maria termina il suo intervento ringraziando la Dirigente e la scuola per l’invito ed i presenti per l’attenzione riservatagli.

Segue l’esecuzione del brano musicale “My Way” da parte dei maestri delle scuole di Amantea e Lago. Quindi è la volta del prof. don Luigino Zoroberto, insegnante di religione, il quale esordisce dicendo che “quella che poteva sembrare una iniziativa limitata nel tempo e rivolta all’occasione non è stata così, è diventata altra cosa ed ora siamo giunti alla terza edizione della ‘Giornata della Solidarietà’, appuntamento dal profilo educativo. In questo decisivo è il ruolo dell’insegnante, che è un educatore ed in quanto tale aiuta il ragazzo a crescere, lo prende per mano e caccia fuori l’uomo che c’è in lui (educare viene dal latino educere = condurre fuori). Egli insegna i valori che fanno crescere l’uomo nella sua individualità e nel suo ruolo nella società. Tra questi valori occupa un posto importante la solidarietà. Questa è anche condivisione delle difficoltà, dei dolori. Un valore è quando non si riduce al suo significato teorico, ma trova corpo nell’agire di conseguenza, come simboleggiano i salvadanai di stamattina. Ci dà modo di cogliere l’altro come fratello, è un’esigenza della fraternità. Una volta che uno si rende conto che ha il sentimento, deve essere educato in primis nel focolare domestico. Educare con le parole, ma soprattutto con l’esempio! Vogliamo insegnare la solidarietà? Cerchiamo di essere solidali, per essere più credibili! ‘Padre nostro’ recita una nota preghiera religiosa, non ‘padre mio’. Concludo con uno che di solidarietà se ne intendeva”. E qui legge la Parabola evangelica del buon Samaritano, in cui è indicato perfettamente chi è il prossimo e che cosa bisogna fare per esprimergli solidarietà.

Seguono altre due belle esecuzioni musicali dei ragazzi, diretti dal Maestro Santino Bruno.

DSC_3504Quindi prende la parola il Dirigente dell’Ambito Territoriale  Provinciale di Cosenza dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, dott. Luciano Greco, il quale saluta i convenuti, ringrazia per l’invito ricevuto, che ha accettato con entusiasmo, e confessa con franchezza: “Mi ha coinvolto questa bella manifestazione”. Quindi, proseguendo, indica la solidarietà come stella polare, intorno alla quale costruire una rete di scuole con una sensibilità che ci accompagni in un percorso verso il miglioramento continuo. In Calabria dobbiamo confrontarci con noi stessi ogni giorno. “Aiutare chi è in difficoltà può creare intorno a noi un ambiente più sano. In questo la scuola ha un grande ruolo, anche promuovendo il dialogo con la famiglia, un vero e proprio patto. A volte nascono esempi di deficit di comprensione, di comunicazione con chi dovrebbe rafforzare questo patto tra scuola e famiglia”, ma la realtà è ricca e variegata e non ci si può fermare di fronte ai casi di difficoltà né rinchiudere la situazione in un giudizio che tenga conto solo delle negatività. Il territorio cosentino, per esempio, è caratterizzato da voglia di fare incredibile. “Ci sono difficoltà, ma ci sono anche eccellenze”. Bisogna partire da una nuova idea: la realtà calabrese è di persone eccellenti, “di calabresi eccellenti che ogni giorno, lontani dalle luci dei riflettori, hanno voglia di fare il loro dovere, il loro servizio a favore dello Stato”. Qui il relatore tocca una corda sensibile, quando parla del “rispetto della legalità non perché c’è la regola, ma perché lo sentiamo come profonda esigenza dell’animo” e come esigenza imprescindibile della funzione educativa in quanto tale. “Allora costruiamo qualcosa insieme! Attenzione, però, a chi propone strade sbagliate che contraddicono il valore essenziale della solidarietà! Costruiamo una sorta di protezione intorno a noi stessi!” è l’invito finale del relatore.

Seguono i saluti ed i ringraziamenti della Dirigente, che rivolge un sentito ringraziamento a tutti i presenti e anche al signor Viano Di Puglia, Responsabile del Teatro Temesa, ed al signor Giuseppe Liboriano per il servizio offerto ai convenuti.

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La notizia che Forza Italia vorrebbe candidare Berlusconi alle prossime Elezioni Europee m’indigna  fortemente sia perché la proposta mi sa di sfida alle istituzioni ed alla logica del comune buonsenso (un condannato non è per legge né candidabile né eleggibile) sia perché, e soprattutto, è un’ennesima manifestazione del disprezzo con cui lo strapotere dei potentati economici di questo Paese considera l’intelligenza della gente. È vero che chi ha tramato da decenni contro la democrazia in Italia, quella vera che voleva dare voce in capitolo alle masse dei deboli e diseredati, da un bel po’ di anni sta raccogliendo i frutti di questa scellerata operazione attuata attraverso il progressivo svuotamento dei programmi scolastici ad ogni livello e lo sgretolamento del sistema scolastico italiano da una parte, l’abbassamento di ogni funzione educativa della televisione e la riduzione ad incessante e perverso pettegolezzo quotidiano dei programmi  e dei dibattiti televisivi dall’altra, con l’immancabile conseguenza della ricaduta negativa sull’informazione e lo sviamento, persino il sovvertimento, degli interessi di milioni di telespettatori-elettori; ma forse neanche loro, gli strateghi di questa operazione infernale, si aspettavano un deserto tanto arido in mezzo ad un popolo di inventori, artisti, poeti ecc.; per quanto l’avessero prepara alla distanza con l’eliminazione progressiva dei partiti, accusati di ideologizzare la società. L’ideologia per questi signori doveva essere soltanto la loro, l’ideologia del pensiero unico. Detto questo, vengo ad inserirmi nella conversazione su fb tra Bruno Voce ed Alfredo Aloisio circa il “perdono” che avrebbe auspicato don Mazzi.

Invito tutti a rileggere ciò che scrive Matteo nel suo Vangelo: è Gesù che parla:”Chi …scandalizza anche uno solo di questi piccoli….sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali!…”. La frase si commenta da sé, soprattutto se messa in relazione al signore, pardon! “gentiluomo”, di cui si parla, il quale non solo ha dato pubblico scandalo con il suo comportamento personale, ancor più grave per il posto di responsabilità pubblica che indegnamente ed impropriamente occupava (questa è responsabilità anche dei tanti italiani che non potevano moralmente lasciarsi abbindolare con leggerezza dal primo venditore ambulante che capita), ma anche è soprattutto per la perpetrazione quotidiana dello scandalo, eretto a modello di vita, diffuso attraverso le sue televisioni ed esteso, grazie al suo strapotere, anche a tanta televisione pubblica. Mi chiedo e vi chiedo: quand’è che il popolo italiano s’indignerà? quand’ è che dal mondo dei credenti si leverà l’indice ad additarlo non solo come peccatore, come sono tanti uomini, ma soprattutto come pubblico peccatore? E, se è vero che anche sulla terra si ha il potere di legare e sciogliere qui come in cielo, quand’è che da Roma si leverà un braccio per la condanna definitiva di Santa Romana Chiesa e della Storia? Quand’è che si mostrerà a questo individuo il Dio degli eserciti del Vecchio Testamento? Scusatemi per la lunghezza dello sfogo, ma è necessario parlar chiaro ed in modo compiuto ad un mondo che ha perso l’orientamento e che non si ricorda più neanche di avere figli, ai quali ha il dovere morale di indicare la strada giusta, che è sempre quella stretta e piena di spine e di rovi. Per questa ragione vi chiedo di diffondere questo messaggio quanto più è possibile, poiché io non sono affatto bravo nell’uso del computer, che utilizzo sostanzialmente come una macchina per scrivere. Non sono postmoderno, continuo ad essere troglodita.

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di Franco Pedatella

Amantea, 19 febbraio 2014 – È la seconda volta in pochi giorni che l’I.C. “G. Mameli” di Amantea si pone al centro della vita culturale e sociale della ridente cittadina tirrenica e del circondario con un’interessante e significativa iniziativa dedicata al tema della solidarietà, portata avanti dagli alunni delle scuole di Amantea e di Lago che fanno parte dell’I.C., che si conclude con una manifestazione svoltasi questa mattina nel Teatro audutorium Campus Temesa. La manifestazione, organizzata in collaborazione con il Lions Club di Amantea, alla presenza dell’Arcivescovo di Cosenza e Bisignano, Mons. Salavatore Nunnari, si è conclusa con la premiazione degli alunni della Scuola Secondaria dell’Istituto che hanno partecipato al concorso L.C. “Un poster per la pace – il nostro mondo, il nostro futuro”. Inizia con l’accoglienza particolarmente calorosa riservata all’Arcivescovo con le note dell’Orchestra dei ragazzi dell’I.C. “G. Mameli” diretta dal Maestro Santino Bruno, professore di tromba. La stessa saluta l’alto prelato con l’esecuzione, dinanzi al numeroso pubblico levatosi in piedi, dell’inno normalmente suonato in onore del Pontefice.

Apre la serie degli interventi il Dirigente Scolastico, prof.ssa Caterina Policicchio, che, porgendo il saluto della scuola a mons. Nunnari, ricorda il precedente incontro del 12 dicembre 2012 ed esprime tutta la gratitudine per la sua visita, perché “la Sua visita ci è gradita, ci rasserena, ci fa piacere, è importante, ci conforta ed io ci tengo ad averLa perché Lei è un punto di riferimento”. Segue il saluto di ringraziamento per la presenza agli ospiti, all’Amministrazione Comunale di Amantea e a quella di Lago, ai rispettivi Sindaci, all’Assessore Giovanni Barone di Lago, all’Assessore Sante Mazzei di Amantea, all’Ass.re Monica Sabatino e al dott. Tonino Chiappetta, addetto stampa del Comune di Amantea, ai Comandanti delle Stazioni dei Carabinieri di Amantea, Belmonte C. e Aiello C., al Comandante della Polizia Municipale, dott. Emilio Caruso, al dott. Nicola Penta, Direttore dell’U.S.P. di Cosenza, che non ha potuto essere presente per impegni d’ufficio, alle associazioni che operano nel territorio, a cominciare dal Lions Club nelle persone del Presidente, Arch. Tarquinia Alfano e della prof.ssa Ada Cameriere Grimaldi, associazione che ha decisamente contribuito allo svolgimento dei lavori dei ragazzi che si sono cimentati nella partecipazione al concorso internazionale. Questi saranno chiamati per ricevere il premio che è stato loro assegnato. Un ringraziamento rivolge al prof. Franco Pedatella, rappresentante dell’Associazione Cletarte, ed alle associazioni Prospettive, Fidapa, Il Coviello, Auser, Rotary Club, Unitalsi, Tassello, Azione Cattolica Italiana. Un ringraziamento rivolge alla prof.ssa Concetta Mileti, Funzione Strumentale al POF area 4, per aver organizzato l’evento ed essersi occupata dei contatti con il territorio, ed al prof. Don Luigino Zoroberto, referente del ‘’Progetto Solidarietà’’.

“Un detto africano – continua il Dirigente – dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Noi faremo così e per i nostri bambini noi, scuola e territorio, famiglie e istituzioni, saremo quel villaggio che li farà crescere bene”. Rivolgendosi ai ragazzi che sono in sala, ne evidenzia il desiderio di costruire un mondo migliore. Li nomina tutti, plesso per plesso, di Lago e di Amantea e ricorda loro che lei nella sua carriera scolastica ha avuto ed ha due modelli: don Bosco e don Milani, dei quali ricorda l’amorevolezza che sentivano e praticavano nei rapporti con i bambini. Coglie l’occasione per accennare anche al significato e all’esperienza della Scuola di Barbiana come esempio di vicinanza ai bisogni e al mondo dei bambini più disagiati. “I nostri giovani – sostiene la Dirigente – hanno bisogno di punti di riferimento; questi sono i maestri. Maestro, nell’etimologia della parola che viene dal latino ‘magister’, vuol dire ‘di più’, più precisamente ‘tre volte di più’. La scuola è centrale nella formazione dei giovani. Ma la scuola da sola non basta. Da soli non andiamo da nessuna parte. Insieme alla scuola anche i genitori devono fare la loro parte. Oggi purtroppo i genitori corrono insieme ai figli: li portano di qua, li portano di là nei luoghi delle varie attività che intendono fare svolgere loro. Ma non hanno il rispetto dei tempi dei figli”. E qui richiama Piaget per la sua concezione dell’età evolutiva e della necessità di dosare le offerte in base ai bisogni che emergono volta per volta secondo il livello di evoluzione del bambino. “Dobbiamo cercare di lasciarli legati alle loro radici, senza forzarne i tempi. Stiamo vicini a loro! I genitori però devono aiutarci in questo compito che abbiamo da assolvere come scuola. Essenziale è a questo proposito un rapporto corretto tra docenti e alunni, in cui i docenti sono parte decisiva nel mettere gli alunni nelle condizioni più favorevoli all’apprendimento e alla formazione. Diceva John Dewey: ‘I nostri figli devono stare bene a scuola come a casa’. E Nelson Mandela: ’Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare e, se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio’. Quindi è possibile la pace tra gli uomini perché ‘la pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare”. Quindi si avvia alla conclusione del suo appassionato intervento e di fronte alle difficoltà, alle mode e alle deviazioni che il mondo tante volte oppone ad un vero e valido progetto educativo richiama le parole di Papa Francesco: ”Non abbiate paura di andare contro corrente”. Alla fine rivolge un saluto ed un ringraziamento ai maestri dell’Orchestra, che cita uno per uno con rispettivo strumento: Santino Bruno, Roberta Ficara, Luana Martire, Alessandro Feroleto, Giuseppe Gloria, Luca Petrone, Fabio Iannuzzi e Raffaele D’Urso.

Segue un intermezzo musicale in cui l’Orchestra dedica all’Arcivescovo l’esecuzione dell’Inno Pontificio.

Don Luigino Zoroberto, intervenendo a sua volta, ricorda che questo è il secondo appuntamento dedicato alla solidarietà, dopo quello in cui il 13 dicembre 2013 “Il Cestino della Solidarietà” è stato donato all’Associazione della Confraternita Maria SS. Addolorata che s’impegna nelle opere di beneficenza e volontariato nel territorio di Amantea (CS). Quindi si concentra sul tema in questione e sostiene che la solidarietà si coniuga con la pace. Cita a tal proposito qualche proverbio in negativo, come “la lingua ossa non ha, ma ossa rompe”, allo scopo di avvalorare il contrario. “La solidarietà ha a che fare con la solidità, è un grande valore, stabilisce il legame che si esprime tra persone che vivono in condizione di disagio. Opera a livello intellettivo e volitivo, deve congiungersi con la sfera affettiva. La solidarietà è per la Chiesa, una virtù, un ‘habitus’ a fare il bene. Ma non è solo ‘fare il bene’ quello di cui parliamo; nel fare il bene bisogna metterci tutta l’intenzionalità, bisogna dare il meglio di sé, perché è importante il cuore per evitare di avere effetti negativi. Bisogna essere educati alla solidarietà. Relativamente all’educazione si parla di agenzie educative. La prima è la comunità familiare, poi seguono quella ecclesiastica e quella scolastica, ma ci vuole sinergia tra di esse per completare l’opera, perché la comunità civile ha bisogno poi di tante persone solidali tra di loro”. Elevando il tono del discorso, il relatore accenna ad un altro che si è fatto solidale con l’uomo: il Padre Eterno. È il primo solidale. Si è fatto vicino all’uomo. Dio, in ebraico Immanuel, non è solo colui che è con noi, ma è in noi. Qui don Zoroberto si ricollega ai rabbini ebrei e alla figura del “Maestro”, che vuol dire “tre volte grande”. “I rabbini – dice -raccontavano delle parabole, cioè inventavano dei racconti, che non erano delle pure invenzioni ma i loro elementi erano presi dalla realtà”. E  racconta la “Parabola del Buon Samaritano”, mettendo in evidenza che i personaggi in questione erano tra loro nemici perché il povero malcapitato assalito, derubato degli averi, picchiato a sangue e lasciato mezzo morto dai briganti era ritenuto un nemico per gli abitanti della Samaria, eppure il samaritano non passa oltre, come il sacerdote e il levita che lo hanno preceduto, ma ne ha compassione, si ferma, gli presta i primi soccorsi e poi lo affida alle cure di un albergatore a proprie spese. Fuori parabola – spiega il relatore – il samaritano è Dio, il malcapitato è l’uomo. Con questa parabola Gesù insegna a noi, come al dottore della legge del racconto evangelico, chi è il nostro prossimo e quel “va’ e anche tu fa’ lo stesso” è un invito fatto anche a noi ad  “avere compassione” di chi ha bisogno, che non è il nostro amico o familiare o il compagno di giochi, e ad intervenire in suo aiuto. “Così ci dice Gesù”.

Segue un altro brano, “Dolce sentire”, eseguito dall’Orchestra, accompagnato dal canto del gruppo vocale degli alunni.

Successivamente il Presidente del Lions Club International di Amantea, arch. Tarquinia Alfano, saluta e ringrazia l’Arcivescovo per aver accolto l’invito rivoltogli e il Dirigente Scolastico per aver voluto la presenza del Lions Club nel Progetto, che l’Associazione medesima ha sponsorizzato. Quindi invita i presenti a guardare la proiezione del video, di cui sono protagonisti i bambini i cui nomi scorrono in sovraimpressione sullo schermo, che riproduce figure e disegni vari, dai colori vivi che esprimono la festosità e la gioia con cui essi sentono e vivono l’idea della solidarietà. Quindi rivolge sentiti ringraziamenti alle prof.sse Erminia Lico e Concetta Mileti ed alla Dirigente dell’I.C. “G. Mameli” e, a ricordo della giornata speciale, consegna alla scuola il “Poster per la pace” ed a Mons. Nunnari il guidoncino Lions Club. Ringrazia anche la prof.ssa Ada Cameriere Grimaldi e le consegna un attestato. Relativamente al Concorso comunica che sono pervenuti ventidue disegni, tra i quali è stato scelto il vincitore e tre ex aequo. A questo punto vengono consegnati gli attestati di partecipazione agli alunni Alfano Antonella, Alfano Enola, Cartolano Domenico, De Grazia Anais, Malito Simona, Mannarino Gaia, Morelli Martina Maria, Pentasuglia Pierluigi, Perri Luca, Pescio Erman, Pinnicchia Teresa Eliana, Posteraro Alessandro, Pulice Ismaele, Pulice Sonia, Ragusa Aurora, Suriano Giovanni, Tiberi Maria, Vommaro Carmine. Attestati di Merito vengono consegnati a Manuel Alfano per “attinenza al tema”, a Beatrice Simari Benigno  per “l’originalità”, ad Arianna Posa per “merito artistico”. Vincitore del concorso risulta Lucia Letizia Ianni, studentessa della classe 2^ D della Sc. Sec. di I Gr., con la seguente motivazione: “Con il suo disegno ha espresso il desiderio di vedere in futuro un mondo migliore e unito, avvolgendo il nostro pianeta in un’atmosfera luminosa e festosa”.

È il momento dell’atteso intervento dell’Arcivescovo, il quale crea un’atmosfera di affettuosa cordialità sin dalle prime battute e poi sviluppa e dilata il discorso a tutto campo e spazia dal mondo biblico ed evangelico ad alcuni momenti significativi della teologia cattolica ed alla quotidianità. Ringrazia la Dirigente Policicchio perché questo invito ad Amantea che ella gli ha rivolto “è un tuffo nella gioia”. Saluta le autorità civili e militari, la Presidentessa del Lions Club, don Luigino Zoroberto che ringrazia anche “per la bella lezione sulla solidarietà”. È venuto da Cosenza imbandierata per il successo della squadra calcistica locale. Aggiunge, scherzando, di essere tifoso della Juventus, mentre la squadra della sua Reggio Calabria va male, ma non fa niente. Dopo la breve digressione, torna al tema del giorno commentando una frase che ha visto scritta su qualche muro, attraversando la città: “Auguri, Cosenza! Ma tutto il resto è noia”. “Dovevano essere qui, perché invece avrebbero scritto che tutto il resto è vita”. Poi racconta l’episodio di un bambino che portando sulle spalle il peso di un fardello scappa dal suo paese perché c’è la guerra ed incontra una giornalista che, come lo vede, se lo abbraccia. “Ecco chi è il prossimo per quella giornalista. Il prossimo non è quello vicino a me, ma quello a cui mi faccio vicino. Il Samaritano, appunto, si avvicina. Il prossimo non è l’amico, ma chi nel prossimo vede un fratello”. Da qui passa ad esaminare il racconto biblico di Caino ed Abele, quando Dio chiede conto a Caino del fratello ucciso e quello risponde: “Sono forse il custode di mio fratello?”. È una risposta terribile. Invece “ciascuno è custode dell’altro, noi siamo custodi degli altri, cari ragazzi”. E poi torna alle immagini, viste in TV, dei bambini africani che scappano dai loro villaggi e dalla guerra ed a quella del bambino che scappa con il peso sulle spalle per fuggire la guerra. “Anche Gesù fuggiva dalla guerra, la persecuzione scatenata contro di lui da Erode nella sua terra, per andare in Egitto e salvarsi dalla morte che il re tentava di dargli. Il mondo ha bisogno di pace, ma senza giustizia non c’è pace, come dice il profeta Isaia”.  Qui approfondisce il concetto di pace ed aggiunge, fra le altre cose: “Io vengo da Reggio Calabria e lì nel 1986 si parlava di pace mafiosa, cioè di un accordo tra bande mafiose per eliminare il disordine che nasceva dalle ‘guerre di mafia’, cioè dagli scontri armati tra famiglie mafiose. Questa non è la pace che cerchiamo noi. Per noi la pace è frutto della giustizia”. E richiama S. Agostino e l’enciclica ‘Pacem in terris’. “I pilastri importanti della pace sono la giustizia, la libertà, la verità e l’amore. Educhiamoci ad amare i nemici, quelli che ci hanno fatto un torto. D’altronde quando diciamo nella preghiera ‘padre nostro’, significa che ognuno di noi si riconosce figlio di un unico padre e quindi noi siamo tutti fratelli. Puoi dire ‘padre nostro’, se ti senti figlio di quel padre comune e senti gli altri fratelli”. Qui il pensiero va a Papa Francesco, che abbraccia i bambini e fa tenerezza. Quindi racconta il suo incontro con il Santo Padre nella Domus Sanctae Marthae in Vaticano quando il Papa attraverso il proprio segretario gli ha fatto recapitare un biglietto di invito a cena e lo ha messo a suo completo agio con semplicità ed immediatezza di modi, mentre lui era in grande difficoltà e dubbio circa il modo di comportarsi e le parole da usare dinanzi al Pontefice. “Lo stile del Papa è immediato, Egli ha rovesciato la piramide, ama i bambini e ci sta dando una grande lezione. Coraggio, bambini di Amantea, di Lago e dei paesi vicini, uscite dal guscio dell’egoismo! Siamo accanto a voi, non per chiuderci ma per camminare al vostro passo. Il Dirigente e i professori camminano insieme a voi alunni e voi vogliate bene a chi ha bisogno”. A questo punto ricorda l’episodio di sedici baracche bruciate a Cosenza e della gente rimasta fuori senza neppure quel misero ricovero. “Sono corso subito per offrire il mio aiuto e dare ricovero ai malcapitati, ma ho trovato che per loro era già stato fatto spazio nelle baracche vicine. Questo mi fa dire che per i bisognosi bisogna fare spazio nelle altre baracche e nel nostro cuore”.

Concluso l’appassionato intervento di Mons. Nunnari, l’Orchestra in atto di ringraziamento esegue l’Ave Maria. La giornata termina con l’omaggio musicale all’Arcivescovo da parte dei docenti di strumento delle Scuole di Amantea e Lago. Ed è proprio sulle note dell’Ave Maria, un brano dolce ed innovativo nella forma, una preghiera rivestita dallo splendore musicale e dal sentimento religioso, che con grande bravura i maestri  suscitano emozioni, catturano sensazioni, trasmettono serenità.

Segue la donazione dei profumi e dei sapori di Amantea e Lago a Monsignore con l’offerta di fiori, olio e cestini vari da parte degli alunni della Scuola dell’Infanzia, della Primaria e della Secondaria di I grado dell’I.C. Terminata questa fase della manifestazione, il Dirigente ringrazia i docenti, i collaboratori scolastici, le autorità, l’Arcivescovo, coloro che sono intervenuti dopo l’inizio dei lavori. La manifestazione si conclude con il saluto finale dell’Orchestra.

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Franco Pedatella racconta il banchetto Auser 2013

La raccolta di fondi dell’Auser con la Pasta della Legalità e della SolidarietàIl racconto di Franco Pedatella dedicato al Banchetto della raccolta 18-05-2013

Annualmente l’Auser di Amantea impegna tutti i soci nella raccolta di fondi con la pasta prodotta dalle associazioni della legalità che operano in ambito di strutture espropriate alla mafia. Tali fondi risultano essere determinanti per le attività associative a sostegno degli anziani bisognosi. Anche questo 2013, nei giorni 18 e 19 maggio, in piazza Commercio gli attivisti dell’Auser si sono adoperati per tale nobile obiettivo.
Nella circostanza il socio Franco Pedatella ha scritto un racconto sull’evento.

La breve opera partecipa al concorso nazionale interno dell’AUSER nella sezione narrativa:” Racconta il banchetto“.

I racconti più emozionanti avranno la visibilità che meritano attraverso i canali informativi di Auser: la rivista Auserinforma, il sito www.auser.it, la rete dei social network.

Una spiga di grano racconta.
Io sono una spiga di grano cresciuta su un terreno nel quale è stato seppellito, anzi buttato senza cura o pietà ed interrato, un cadavere, un pover’uomo ammazzato dalla mafia e lì, in quel campo, nascosto perché nessuno mai lo ritrovasse.
Ma il sole, la pioggia, il vento, il bel tempo hanno fatto di un seme portato lì per caso da un passerotto una bella spiga, che sono io. Sono cresciuta proprio su quel povero cadavere abbandonato e mi sono nutrita di sangue innocente. E poi, intorno a me, con il lavoro di giovani mani generose sono nate tante mie sorelle, e siamo cresciute insieme, tutte uguali. Abbiamo fatto una bella grande famiglia, un campo di grano. Pensate: un terreno abbandonato, pieno di sterpaglia, appartenuto ad un mafioso, poi sequestrato, è diventato Libera Terra per giovani volenterosi, e grazie al lavoro di questi un campo fecondo di vita. Non è un miracolo? Che meraviglia!
Oggi sono pasta, e sono qui, su questa splendida piazza di Amantea, “Piazza dell’Emigrante”: questo nome mi ricorda i discorsi che sentivo dai giovani che lavoravano il terreno intorno a me perché io crescessi bella e rigogliosa. Sono qui per sfamare tanta gente povera ed onesta, povera forse perché onesta. E sono felice. Sono nata dalla morte e do la vita: dalla morte alla vita, è proprio quello che voglio fare.
Con me ci sono tanti  chicchi e tante spighe che hanno prodotto la farina per fare questa pasta che viene qui esposta ed offerta grazie all’opera di tante brave persone che si sono organizzate ed hanno dedicato il loro tempo a trasformare le spighe, che come me sono cresciute nelle terre della morte, prima in buona e nutriente farina e poi in pasta. Questa feconderà tanti animi buoni che combatteranno gli uomini del male, sicché non ci saranno più le terre della mafia, ma solo  terre feconde per gli uomini.
È andata proprio bene, perché da stamattina tanti, uomini e donne, felici finalmente di stare insieme, prendono a piene mani la pasta, fatta con la mia farina, da mani generose di anziani, contenti di offrirmi. Inoltre ho il piacere di passare anche per le mani delicate di alcune giovani donne provenienti dall’Europa dell’Est, che si trovano qui ad Amantea ben accolte dai cittadini e dall’Auser, le quali, girando per le strade cittadine e per i negozi, mi offrono a tante persone che passeggiano o sono dentro i negozi. Queste persone mi accolgono nelle loro mani con un sorriso e dai loro discorsi capisco che non tutte abitano ad Amantea, ma alcune vengono dai paesi del circondario. Sono proprio felice, perché così potrò raccontare la mia storia ad un numero sempre più grande di persone e porterò il mio messaggio di solidarietà e di legalità in posti dove non avevo mai immaginato di arrivare.
Amantea, 18 maggio 2013

 

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Cleto Festival 2012

Cleto Festival 2012, prima serata                                            di Franco Pedatella

E’ stata davvero interessante la serata di apertura di Cleto Festival edizione 2012, organizzata dalla locale Associazione “La Piazza” nel meraviglioso spazio di “Porta ‘a Forgia”, all’interno del centro storico dell’antico Borgo di Pietramala. Le parole che scorrevano sul maxischermo posto nello scenario naturale della piazzetta con sullo sfondo un cielo stellato, ispirate ad una sorta di religione ecumenica della Terra, modulate in un succedersi di invocazioni a varie divinità appartenenti alle più diverse culture religiose insieme ad un pulsare di scene di vita cellulare, ed i gesti quasi ieratici degli attori che hanno concentrato in modo esclusivo su di sé l’attenzione del numeroso pubblico, persino dei bambini, in una silenziosa contemplazione di quanto si moveva di fronte ai loro occhi, hanno coinvolto emotivamente tutti i presenti, creando un’atmosfera di transfert in cui ognuno si è sentito protagonista responsabile di una riflessione personale sulle sorti della Terra e dell’umanità intera.

Poi decisamente coinvolgente è stato anche lo spettacolo teatrale “V.I.T.R.I.O.L.” in cui l’attrice Paola Scialis, accompagnata magistralmente dalle musiche di Gerardo Vespucci, con strine, filastrocche ed una originale “Serenata” composta da lui stesso, ha saputo guidare il pubblico in una specie di rivisitazione della storia della Calabria riletta dal punto di vista dei “Briganti” ed in chiave contadina, che ha creato, grazie anche a momenti di chiamata in causa diretta del pubblico, momenti di viva partecipazione e di attiva condivisione.

I successivi spettacoli “CICO VARIETÀ “, SARA SENZALACCA” e MUSIC from PIETRAMALA” nello spazio antistante al Palazzo Longo hanno concluso una serata in cui è esplosa l’originalità  del genio creativo calabrese insieme alla “volontà di restare” per affermare, forse bisognerebbe dire meglio “confermare”, da qui, dalla Calabria, che “un’altra Calabria non solo è possibile, ma esiste”, come recita il volantino del programma distribuito dalla stessa Associazione a titolo dell’“Incontro” previsto per la seconda serata.

Cleto, 20/08/2012                                                                 Franco Pedatella

Blog: francopedatella.com

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