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Archive for aprile 2011

Tu, Israel, mobilitasti il mondo
ed affliggesti tutti pei tuoi guai
che a te diè il miserabile immondo
che all’uomo seppe provocar sol guai.

Ora che fai? Sterminator diventi
di quelli che compianser la tua gente
ed alla vita d’innocente attenti,
che tutto diè di sé e per sé niente

volle? Ei libertà che a te fu cara
per te difese, ma tu or sei sordo
all’urlo che di vita in gola more
a lui silente ed io con lui m’accordo.

Peggior sei, se con atto proditorio
colpisci e siedi poi tra spettatori
che ipocriti san solo all’obitorio
salmi levar al ciel propiziatorî.

Tu, Israel, la Patria Palestina
considera con quelli suol comune
che l’abitâro quando la Fortuna
diaspora a te diè per l’ecumène!

Tu, Israel, non far che dai tuoi atti
un mondo sorga solidal con quei
che ti cremò, come si fa coi ratti
perché inferiori e degni d’ipogei!

La voce di Vittorio Arrigoni
sapéa sol dire la parola “pace”,
ma il mondo, offeso, chiede punizioni
a quel Dio ch’ode, fa giustizia e tace.

Tu, Israel, rammenta la tortura
di che t’afflisse il punitor dei buoni!
Tu, Israel, or le ferite cura
di chi tradisti sί che ti perdoni!

Cleto, 16 aprile 2011.

Franco Pedatella

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“L’Europa ha radici cristïane”
l’un dice e l’altro gli risponde a tono:
“Bussa, bussa e aperto ti sarà,
perché siam figli al buon Samaritano,

ch’ebbe pietà dell’uom picchiato a sangue,
spogliato degli averi e abbandonato,
e se ne fece carico completo
sul pian morale e quello finanziario!”.

“L’Europa ha radici cristïane”
dal fondo si ripete a gran voce.
Ma perché mai i vostri amici ricchi
voi invitate quand’ offrite un pranzo?

È stato detto: “Quando dài un banchetto,
poveri, storpi, zoppi, ciechi invita,
così sarai beato, ché non hanno
da ricambiarti nulla e dunque avrai

la ricompensa alla resurrezione
dei giusti e il cielo a te verrà qual premio”.
Or alle porte bussano migranti
poveri, storpi, zoppi, ciechi, in preda

all’onde di Nettuno tempestoso,
su mal tessuta zattera viaggianti,
in fuga da un inferno di battaglie,
di sangue infante e di dolor muliebre

che in viso a Dio gridano vendetta,
di violazioni dei diritti umani,
di piaghe sanguinanti nel deserto,
cui presta il sol visibile visione.

“L’Europa ha radici cristïane”
tumultua un popol che sugli occhi ha bende
e ha bocche mascherate all’aria infetta
e in cuor speranza di sopravvivenza.

“L’Europa ha radici cristïane”
grida quel ch’ogni dί uccide l’uomo,
che spegne la natura, di Dio figlia,
e fa di sé macellator del mondo.

Sono trecento quei nel mar sommersi,
forse tremila, forse trentamila,
ma a dir continua “radici ho cristiane,”
questa Europa, “ bussa e t’aprirò!”.
Franco Pedatella

Cleto, 6 aprile 2011.

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