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Archive for giugno 2011

Tutti in piedi

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Quelli che sostengono oggi il ritorno all’immunità parlamentare o ignorano la storia oppure la conoscono ma fanno finta di ignorarla.
Nel primo caso, in quanto ignoranti, non sono in grado di governare il Paese, anzi abusano della fiducia ricevuta dai cittadini elettori; nel secondo caso sono rei di tradimento del loro compito, che è quello di governare il Paese nell’interesse del Paese medesimo, cioè di quel complesso di abitanti-cittadini, organizzazione politica e giuridica e territorio che siamo soliti definire Stato.
Mai e poi mai, infatti, i Padri Costituenti si sarebbero sognati d’introdurre nella nostra Costituzione il principio dell’immunità solo per consentire ai “politici” di coprire i loro traffici illeciti contro lo Stato per cui lavorano ed al quale hanno solennemente giurato fedeltà.
I Padri Costituenti ben sapevano che un parlamentare che esprimeva la propria libera opinione o difendeva i ceti più deboli e sosteneva una massa di cittadini in sciopero poteva facilmente incorrere nell’accusa di tentativo di sedizione, di turbamento dell’ordine pubblico, di attentato alla sicurezza dello Stato; essi avevano ben presenti le persecuzioni fasciste di recente memoria e quelle che più in generale un governo autoritario, attraverso gli organi di polizia asserviti ad una logica di potere e di difesa dei privilegi dei potenti, avrebbe potuto attuare nei confronti del dissenso e degli oppositori.
L’immunità era, quindi, uno strumento di difesa della libertà personale del parlamentare che metteva la propria opera e impegnava la propria persona a difesa dei deboli, o comunque di una parte sociale altrimenti soccombente, contro i cosiddetti poteri forti e contro un governo di privilegiati e di potenti.
I Padri Costituenti non hanno mai pensato di offrire, con l’immunità, una copertura od una sorta di impunità ad un potente che, nell’esercizio della sua funzione o del suo mandato da espletare nell’interesse dello Stato, lo tradisse per trarne profitto personale.
Saremmo al capovolgimento della logica e dei valori fondanti della Repubblica.
Ricordo a chi mi legge ed insegno ai giovani, che non lo sanno, che fino a poco tempo fa chiunque avesse una causa pendente od un conto in sospeso con il proprio Comune o una bolletta di una sola lira non pagata non era eleggibile neppure alla carica di consigliere comunale del più sperduto Comune d’Italia, anche se di poche centinaia di abitanti.
Non ci doveva essere, per legge, conflitto d’interesse tra quel piccolo Comune ed un suo futuro consigliere che si fosse macchiato della colpa di non aver pagato la bolletta dell’acqua o il dazio o una qualsiasi altra tassa, anche se dell’importo di una sola lira.
Ora capite che cosa significa separazione tra pubblico e privato?
Capite perché la ditta appaltatrice di un qualsiasi lavoro, ancorché piccolo, non può essere coincidente con la persona di consigliere comunale? Capite perché la stessa persona non può essere contemporaneamente controllore e controllato?
Capite l’enorme bugia che vanno raccontando quattro miserevoli pennivendoli furfanti, per vestire di panni nobili l’immunità di certi “galantuomini”, una miserevole ed ignobile questione legata alla tutela illegittima degli interessi privati, non di chi vorrebbe coprirsi le spalle nei confronti di una persecuzione politica legata all’agitazione di masse di lavoratori o alla difesa dei principi di libertà contro il potere autocratico di una classe dirigente di potenti privilegiati, conservatori e reazionari, ma di un potente che, accusato di reati penali e fiscali nei confronti dello Stato, cui ha giurato fedeltà, vuole sfuggire alla giustizia sottraendosi a regolare processo?
L’immunità parlamentare, quella vera, è un’altra cosa.
Simili pennivendoli e venditori di parole da bancarella arrossiscano di vergogna e voi, giovani, comprendete come vi vogliono raggirare per coartare la vostra volontà inconsapevole!
La volontà veramente libera è quella consapevole.
Perciò avete il dovere di istruirvi e di non credere ai furfanti della moderna ragion di stato.
Ecco perché oggi avete una ragione in più per votare sì all’abrogazione del legittimo impedimento: questo impedimento di cui si parla, infatti, è veramente illegittimo ed ingiusto, tremendamente iniquo, perché viola il principio su cui si fonda lo stato moderno: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, una volta aboliti i privilegi dei potenti.
Il popolo parigino nel 1789 è insorto per portare, finalmente, di fronte alla Convenzione Nazionale, che lo condannò, il re di Francia.
Volete tornare indietro?

Cleto, 7 giugno 2011 Franco Pedatella

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Bello è ‘l civil servir la propria patria:
chi ‘l fa con l’arma in mano, chi con penna,
o meritevol opra di scalpello
o di pennello o di dolce suono

che al ciel lo spiro umano in alto levi;
chi con sommessa prece che il silenzio
di uman deserto rompa e all’uom dia voce;
chi col pensier che arcan sentieri indaghi;

chi con ricurva falce al sol e al gelo,
chi con martel nel risonar dei ferri
in officina avvolta in fuoco e in fumo;
chi con man ferma che il timone tiene;

chi con pensier, con cuor, con cauto motto,
con provvido operar e siede a guida
per farla d’onor bella e di fortuna,
stimata nel consesso universale.

Oh possa meritare tal destino
la patria mia dal sol baciata e bella,
dal mare accarezzata in ampio abbraccio
ma d’uomini diserta di tal traccia!

Di questi invero non avrìa penuria;
solo son messi un po’ in estrema fila
da strepitar di voci al pòter prone,
che non è più servire, ma imperare.

Oh cielo, tendi ampio le tue braccia,
sollevala dal fango ov’ è caduta,
appressala al tuo petto generoso,
ai prosperi sentieri avvìala pronto!

Ne avrai dell’acque sue splendente specchio
per le tue stelle, che vi si vedranno
doppiate nel valor di lor faville
che artisti sempiterne canteranno.

Franco Pedatella

Cleto, 4 giugno 2011

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(in occasione di un pronunciamento
della Corte di Cassazione)

Il pollo or, amici, è bell’e pronto
da mettere nel forno ad arrostire.
Lèvati, popol, pronto! Fa’ sentire
l’urlo tuo forte e fa’ pagare il conto

a quel che del tuo mal è il primo autore!
Poi degli amici suoi, che l’han protetto
dall’essere ai giudici condotto,
non ti scordar, ché rei son anche loro,

colpevoli d’aver deriso leggi,
che voglion tutti a sé al par soggetti,
e forza usâr del nover degli eletti
che seggon mal su onorati seggi!

Per abolir legale impedimento
ad un processo che fa tutti uguali,
amici, dite SÌ ! Sarete tali
quali vi vuol normale intendimento

che l’uom diverso fa dall’animale,
in special modo se vuol far leone
chi fuor di paramenti è un pecorone
cui portamento è d’essere bestiale.

Ei crede di poter comprare tutto,
ridurre quel che vuol a vile merce,
ma contro a lui or tutto si ritorce
perché il potere usò da PIGLIATUTTO.

D’onore e nobiltà non ha il concetto,
la carica che il tiene ha deturpato,
la scranna dove sie’ di sé ha lordato,
non ha del suo Paese alcun rispetto.

Quand’egli sarà nudo in Tribunale,
ove vergogne non potrà celare,
vedrete quanto ignobil imperare
v’ ha imposto e se in cervello aveste sale.

Cleto, 1° giugno 2011 Franco Pedatella

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