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Aiello Calabro. Il 19 giugno 2012, alle ore 18,00, ad Aiello Calabro nel “Teatro Comunale” si è svolta la manifestazione di chiusura del Programma “Una Scuola per la Legalità”, realizzato dall’Istituto Comprensivo Statale di Aiello Calabro in collaborazione con il Comune di Aiello Calabro, con l’Istituto Comprensivo Statale “Mameli” di Amantea e con l’Associazione  “Arteneò” di Belsito, partner del progetto.

Il programma realizzato è il risultato di un Accordo di Cooperazione sottoscritto tra l’I. C. di Aiello Calabro ed il Comune di Aiello, denominato “Progetto Scuola – Territorio”, che si prefigge di “favorire e costruire:

a) l’ampliamento dell’offerta formativa scolastica e territoriale; b) la fruizione ed ottimizzazione delle risorse scolastiche ed extrascolastiche; c) l’utilizzo di supporti amministrativi comunali a sostegno dell’attività delle scuole”.

La manifestazione ha suscitato molto interesse e riscosso pieno successo; infatti  erano presenti i rappresentanti delle Istituzioni  aderenti al Progetto, come il Dirigente Scolastico dell’I. C. “Mameli” di Amantea  prof.  Marcello Mannarino, oltre, ovviamente, al Dirigente Scolastico ospite, prof.ssa Policicchio, insieme al suo predecessore in pensione, prof. Mario Giannuzzi; gli alunni che hanno partecipato alle attività didattiche accompagnati dai rispettivi docenti; i Presidenti delle associazioni che operano sul territorio e cooperano con la scuola in diverse attività; un folto pubblico di genitori e giovani studenti.

Ha aperto i lavori il Dirigente Scolastico dell’I. C. di  Aiello Calabro, soggetto capofila, prof.ssa Caterina Policicchio, che ha innanzi tutto rivolto  calorosi ringraziamenti al pubblico presente, ai rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, ai genitori, agli alunni ed ai docenti. Quindi è stato il momento dei saluti ai relatori presenti in locandina.

Di seguito, nella sua qualità di Coordinatrice del Progetto, ha esposto i contenuti del POR e messo in evidenza i risultati raggiunti. In particolare si è soffermata sullo spirito di base che ha ispirato l’iniziativa del partenariato ed il lavoro portato avanti, che è quello di mettere insieme diverse capacità operative ad alta qualificazione  per contribuire in modo specifico e attraverso un’unica struttura organizzativa ai processi d’innovazione nel campo della didattica.

Le competenze che si è voluto incrementare  in questo momento sono quelle che riguardano il campo della musica, del teatro e dell’espressione, della comunicazione linguistica, attraverso “percorsi didattici miranti alla prevenzione ed al recupero della dispersione scolastica nelle aree ad elevato disagio sociale”. Il lavoro è stato diviso nei seguenti moduli formativi:

1)      Laboratorio Cittadinanza Attiva, Azione “competenze sociali e civiche”;

2)      Inglese animato, Azione “comunicazione nelle lingue straniere”;

3)      Tecnologia al servizio dell’Ambiente, Azione “competenze di base in scienze e tecnologie”;

4)      Laboratorio Musicale, Azione “consapevolezza ed espressione culturale”;

5)      Teatrando, Azione “consapevolezza ed espressione culturale”;

6)      Lo sviluppo dell’Informatica, Azione “competenze di base in nuove tecnologie”.

Ciascun modulo ha avuto la durata di 60 ore.

Quanto ai risultati, la Dirigente Policicchio ha messo in risalto i seguenti, che sembrano davvero significativi:

–          socializzazione tra ragazzi appartenenti a realtà scolastiche diverse; e qui ha illustrato il ruolo positivo del campo scuola;

–          creazione di laboratori creativi capaci di mettere in atto un’operosità singolare che ha aperto nuovi orizzonti ai nostri ragazzi;

–          lavoro ai precari: attraverso questa iniziativa si sono aperte occasioni di nuovo lavoro ai precari, con evidente ricaduta positiva sul piano economico e sociale per l’ambiente ed il territorio;

–          apertura pomeridiana delle scuole del territorio, il kche vuol dire creare ambienti prottetti dove i nostri giovani vengono accolti e dove il fare li rende protagonisti attivi, togliendoli a tentazioni e pratiche devianti, che purtroppo sono spesso presenti nella nostra società.

La Dirigente Policicchio è quindi passata a ringraziare quanti con la loro adesione e la loro opera hanno consentito la realizzazione del POR:

–          il Comune di Aiello Calabro, che, come partner, ha sottoscritto l’Accordo di Cooperazione con la finalità comune di aiutare i nostri giovani a crescere in modo sano;

–          L’I. C. “Mameli” di Amantea;

–          l’Associazione “Arteneò”, che ha messo in campo professionisti in ambito musicale, teatrale, linguistico ed espressivo;

–          gli esperti esterni, i tutor esterni, i collaboratori scolastici, l’animatore interno, i docenti accompagnatori al campo scuola;

–          l’Ufficio di Segreteria: Luigi Zagordo, il Segretario per l’aspetto finanziario, Giuseppe Vairo per la nomina dei docenti;

–          la Docente vicaria, prof.ssa Franca Cuglietta, che come referente del monitoraggio del POR l’ ha affiancata in tutte le fasi progettuali con entusiasmo e spirito di collaborazione operosa.

Quindi, passando alle conclusioni della sua appassionata illustrazione, ha richiamato le parole che Don Bosco ripeteva ai suoi educatori: ”Amate le cose che amano i giovani”; e ancora:” Non ho mai conosciuto un giovane che non avesse in sé un punto accessibile al bene, qualcosa di positivo, facendo leva sul quale ho ottenuto molto di più di quanto desideravo (…). Ed ai giovani diceva: “Basta che siate giovani perché vi ami assai”. “Si crea così – ha osservato la Dirigente – tra educatore ed educando un canale comunicativo che permette con il tempo la trasmissione dei valori”.

Successivamente hanno preso la parola i rappresentanti delle Istituzioni; tra questi la prof.ssa Lucia Baldini, Assessore all’Istruzione del Comune di Aiello Calabro, che ha portato i saluti del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale ed ha sottolineato che il Comune, come ha fatto già in passato, è e sarà ancora al fianco della scuola in questa ed in tutte le iniziative, perché crede nel valore educativo della scuola e nel suo ruolo di formatrice  per la costruzione di una società più giusta e più civile, progredita e più a misura d’uomo.

Trieste Marrelli, in rappresentanza dell’Associazione partner “Arteneò”, ha illustrato il senso ed il valore dell’animazione teatrale come attività di formazione ed il lavoro che hanno fatto i ragazzi, realizzando “un laboratorio sperimentale dove ciascuno e tutti insieme si verificano sul piano dell’espressione e della comunicazione scoprendo anche possibilità personali”.

Poi si è dato spazio ai veri protagonisti della serata. I ragazzi delle scuole dell’I. C. di Aiello Calabro e dell’I. C. “Mameli” di Amantea, guidati dai Docenti che li hanno seguiti nella realizzazione del progetto, i quali hanno anche presentato ed illustrato le attività portate avanti, si sono esibiti nei lavori realizzati, dando prova di avere raggiunto pienamente i risultati preventivati sia sul piano del metodo di lavoro sia su quello del possesso degli strumenti specifici dell’attività didattica realizzata. Dalla musica al canto, alla recitazione in lingua italiana, all’interrogazione-conversazione in lingua inglese, alla danza hanno dato prova di sapersi muovere con sicurezza e competenza, meritando gli applausi e l’attenzione del pubblico, che ha mostrato di gradire quanto è stato fatto nelle aule e nei laboratori e rappresentato sulla scena.

Alla fine la prof.ssa Franca Cuglietta, la quale nella sua qualità di referente didattico-scientifico  è stata l’anima del Progetto e si è prodigata al fianco della Dirigente nell’ideazione ed elaborazione, nonché nell’attuazione e nel monitoraggio di tutte le fasi della messa in opera dello stesso, ha consegnato gli Attestati agli alunni che hanno partecipato al Progetto medesimo,

contribuendo con il loro impegno al buon risultato del lavoro sostenuto con tanto entusiasmo.

Aiello Calabro, 20 giugno 2012                                     Franco Pedatella

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Il testo è stato ispirato dal ripetersi delle terribili scosse sismiche in Emilia e nei territori circostanti e dal dubbio che esse possano essere state provocate anche da cause legate all’attività dell’uomo: le attività estrattive  tramite trivellazioni del suolo e del sottosuolo.

Scosse, scosse, scosse, ancora scosse!

È come se ribelle Madre Terra

all’uomo per quel ch’ei le ha fatto fosse.

Perciò quel ch’ei costrusse Ella atterra.

 

Oh Dio, che pena! Oh Dio, che distruzione!

Oh Dio, quegli edifici al ciel rivolti

or genuflessi al suolo in prostrazione

giganti son, da fòlgore ai piè colti!

 

E barcollâr quali ebbri cui il vin mozza

il natural pensier e il retto andare,

fin che giù a terra van per ubriachezza.

 

A me poeta diè testimoniare

all’uom questo disastro Madre Terra,

cui il duol, pur nel punirlo, il cuore afferra

 

e stringe e tiene e blocca nelle vene

il sangue e il pianto agghiaccia sotto il ciglio.

Soffre la Madre, dentro, mille pene,

ma il braccio scote e all’opre dà di piglio.

 

Cleto, 2 giugno 2012                   Franco Pedatella

Blog: francopedatella.com

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Il testo è stato suggerito dal bisogno di riproporre il valore della famiglia, basata sul sacrificio dell’uno per l’altro e centrata sulla figura della madre, in un mondo desolato che sembra avere smarrito o cancellato il senso e il ruolo della famiglia come primo nucleo sociale ed eretto, invece, a simbolo e consacrato ad idolo la ricerca sfrenata e tutta individualistica del piacere personale, immediato e momentaneo e della affermazione egoistica di sé. Quale giorno più adatto di questo, dedicato alla festa della mamma?

 

Colei, che il primo tuo respiro colse

e il primo diede agli occhi tuoi sorriso

e a cui dal labbro tuo cenno s’accese,

è la tua mamma.

 

Colei, che il tuo vagito lieta accolse,

perch’era il segno ch’entro a te pulsava

la vita ch’ella generato aveva,

è la tua mamma.

 

Colei, che a sé di bocca il cibo tolse,

per dar quel che per te ella disiava,

e in te fanciullo l’uomo immaginava,

è la tua mamma.

 

Colei, che ti sovvien, quando il sentiero

è pien di rovi e scarna è in te la voglia

di andar e rischi sperderti con doglia,

è la tua mamma.

 

A questa donna or sorridi e il giorno

festeggia a lei dicato e grazie rendi,

ché mai restituiràile quel che prendi,

con tutto il cuore!

 

Sarà per lei il regalo desïato

per una vita che ti ha consacrato

felice d’aver tutto a te donato

con grande amore.

 

Cleto, domenica 13 maggio 2012

Franco Pedatella

Blog: francopedatella.com

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Il brano è stato ispirato dalle notizie relative a fatti di corruzione che hanno coinvolto la Giunta Regionale della Lombardia ed il suo presidente, Roberto Formigoni.

 

O Milanesi, Milanesi miei,

che contro il Barbarossa siete accorsi

e in fitta schiera in tanti vi stringeste

intorno ad Alberto da Giussano,

 

ma quello vero, cui ‘l Comun fu a cuore;

che nelle vie levaste barricate

per cinque giorni all’Austro invasore

e al mio paese, Aiello di Calabria,

 

pronti accorreste quando il terremoto

le poderose dalle fondamenta

mura divelse e il pianto a madri e spose

d’occhi strappò in risposta ai lamenti

 

che uscivano pietosi da macerie;

non più scegliete a governare il regno

chi come il Nazareno si presenta

in motti e gesti, ma il pensier gli vola

 

a dispendiosi viaggi alle Maldive

al pari di un comune vacanziero

o villeggiante che la voglia prende

di festeggiar, malgrado tutto intorno

 

cresca chi astretto è a tendere la mano

ed ei no ‘l guarda, d’altro attratto e intento

al godimento pronto del momento,

che ignora chi n’è privo ed ha bisogno!

 

Così non fece mai il Nazareno,

che accorse  dove si chiedéa di lui,

ovunque per portare il suo soccorso.

Perciò vogliate eleggere in futuro

 

a governar la vostra bella terra

chi veste il saio e il piè gli punge il rovo

e del dolor che prova non si cura,

perch’altri al mondo soffre e niun l’ascolta.

 

Cleto, 19 aprile 2012              Franco Pedatella

 

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Il brano è stato ispirato dalla dolorosa notizia che mio cugino Pino Grandinetti è venuto a mancare all’affetto di noi cari, piegato da un male inesorabile contro cui ha lottato tenacemente ma inutilmente. Subito, come in un flashback, ho rivissuto gli anni della nostra infanzia trascorsa insieme, le difficoltà che ci hanno accomunati, la sua partenza per Roma, i suoi studi e la sua carriera professionale. Su tutto, dominante, ha campeggiato nei miei ricordi la figura della madre, zia Gilda, onnipresente ed instancabile, eroina di una vicenda personale nella quale s’è fatta carico da sola di questo figlio, alle cui cure si è dedicata completamente e per tutta la vita, essendo il marito lontano.

Quivi si chiude la vicenda umana

di Pino Grandinetti, mio cugino,

figlio di donna di virtù speciale.

A lui le dita dell’Aurora il sole

 

tese e le guance tinse bianco-rosa.

La madre nulla a lui fece mancare,

non cibo, non vestiti né istruzione,

anzi d’ammirazion ne fece il segno

 

cui forse con invidia alcun guardava

nelle difficoltà del dopoguerra.

Ma questo non scalfì l’animo sano,

ché generosa l’indole natìa

 

gli era, e mai discese in basso loco,

ma sempre in alto l’occhio fiso affisse

per collocarsi là ov’ aere è puro,

lungi anni-luce da miserie umane.

 

Qual fior reclina il capo in verde campo,

anch’ei, da mal nascosto or vinto, il guardo

piega e in pensier teneramente abbraccia

gli amori che in sua vita ebbe compagni;

 

e poi sen va pe’ inesplorati calli

ove il rumor mondano è solo un eco

di fiume in piena, che straripa e perde

la foce ov’ acqua giace e poi risorge,

 

per ritornar di nuovo a pura fonte,

donde di vita il ciclo ricomincia

e mai si ferma il corso alla speranza

che il tutto torni al tutto, ugual e eterno.

 

Aiello Calabro, 18 aprile 2012              Franco Pedatella

Blog: francopedatella.com

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Oggi a Savuto di Cleto nell’edificio della Scuola Secondaria di 1° grado di Cleto, alle ore 9,30, si è svolta la manifestazione finale del Progetto PON Le(g)ali al Sud a cui ha partecipato come relatore don Giacomo Panizza, fondatore e presidente della “Comunità Progetto Sud” di Lamezia Terme.

Quest’incontro, insieme a quello svoltosi  precedentemente ad Aiello Calabro con l’onorevole Salvatore Magarò, presidente della Commissione Regionale contro la ‘ndrangheta, costituisce un importante momento programmato del progetto a cui l’Istituto Comprensivo di Aiello Calabro ha aderito, con il partenariato del Comune di Aiello, e che ha visto impegnati gli alunni delle quarte e quinte classi dei Plessi della Scuola Primaria di Aiello e di Cleto.

Il progetto, fortemente voluto dal Dirigente Scolastico, prof.ssa Caterina Policicchio, ha coinvolto il prof. Giuseppe De Vita, in qualità di Referente valutazione del progetto, le maestre Luisa Magli e Anna Maria Milito, nella veste di Tutor interne rispettivamente per il Plesso di Aiello e quello di Cleto, le dottoresse Eugenia Pagliaro e Laura Coccimiglio, quali Tutor esterne rispettivamente per il Plesso di Aiello e quello di Cleto, e la prof.ssa Franca Cuglietta, organizzatrice delle visite agli Enti locali previste nel progetto.

Oltre a questi, hanno presenziato all’incontro il Presidente del Consiglio d’Istituto, sig.ra Rosaria Falsetto, il Sindaco del Comune di Cleto, prof. Giuseppe Longo, il Vicesindaco di Cleto, Armando Bossio, l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Aiello Calabro, dott.ssa Rosetta Lepore, in rappresentanza del Sindaco, altre autorità civili, quelle militari, rappresentate dai Carabinieri della locale Stazione di Aiello Calabro, e quelle associative del luogo.

A coordinare i lavori e moderare gli interventi è stato il prof. Giuseppe De Vita, che ha illustrato per grandi linee motivazioni, contenuti e finalità del Progetto e ringraziato tutti coloro, a cominciare dalle maestre tutor e dagli alunni, che con il loro lavoro hanno reso possibile la sua realizzazione.

Subito dopo  la proiezione del video tratto dalla trasmissione televisiva “Vieni via con me” di Fabio Fazio e di Roberto Saviano, in cui Panizza, che era ospite,  raccontava tutto quello che gli era piaciuto della Calabria e  smentiva lo stereotipo consolidato della nostra come regione della mafia, il prof. De Vita ha presentato la figura di don Giacomo Panizza, prete coraggio nel mirino della ‘ndrangheta.

La Dirigente Scolastica, rivolti i saluti di rito agli intervenuti, alle Autorità ed alle Associazioni e ringraziati caldamente quanti hanno collaborato alla realizzazione del Progetto ed alla preparazione della manifestazione, ha ricordato la bella esperienza del giorno prima quando, recatasi nell’aula della terza classe della Scuola Media, ha fatto proiettare il filmato della trasmissione televisiva “Vieni via con me” ed ha constatato l’attenzione e l’entusiasmo dei ragazzi. Da ciò ha tratto spunto per alcune considerazioni psico-pedagogiche e sociologiche sulla bontà della natura dei fanciulli nel momento della nascita e sull’influenza negativa che su di loro esercita poi la società, tendente a modificarne in peggio tale inclinazione naturale al bene. Da qui è passata ad illustrare la stretta connessione tra il rispetto dell’ambiente e del patrimonio naturale e paesaggistico e la difesa della legalità. Su questo piano è decisivo, ha affermato la Dirigente, l’intervento della scuola, con il suo progetto educativo orientato al rispetto delle regole che presiedono alla vita della comunità. Alla fine del suo intervento ha ricordato i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come esempi e maestri di vita, di una vita dedicata all’assolvimento del dovere al servizio della giustizia e della legalità.

Quindi l’insegnante tutor Anna Maria Milito, affiancata da alcuni alunni del plesso di Cleto, ha efficacemente illustrato le slide che riproducevano tutto il percorso didattico del Pon svolto, con i vari incontri ed appuntamenti che gli alunni hanno promosso e vissuto attivamente: con le elezioni del loro sindaco, con gli uffici municipali di Aiello, con il Palazzo della Provincia di Cosenza, con la sede del Consiglio Regionale a Reggio Calabria, in cui hanno simulato l’iter della proposta ed approvazione di una legge relativa alla tutela degli animali, con il riciclaggio della carta, con il trattamento del bergamotto e con gli antichi mestieri e gli attrezzi dell’artigianato tradizionale. http://www.scuoleaiello.it/progetto-legali-al-sud-cleto/

Ha poi preso la parola don Giacomo Panizza, che ha sottolineato l’importanza della scuola  nella battaglia quotidiana per la vittoria definitiva contro la mafia, con il suo progetto educativo capace di far crescere uomini e cittadini consapevoli.

Quindi, attraverso la proiezione ed il commento di alcune slide che riproducevano la sua attività in Calabria, ha raccontato la sua esperienza a Lamezia Terme, con linguaggio chiaro fatto di cose e con la semplicità del modo di porsi ed atteggiarsi che gli è tipico e congeniale, spiegando anche in modo interattivo, promovendo la partecipazione attiva dei bambini, alcuni concetti che stanno alla base della sua esperienza al fianco della legalità, permeando la legalità anche di valori umani che vanno oltre gli aspetti formali del rispetto della legge. Ha ricordato come dei diversamente abili entrati in comunità ha fatto uomini attivi pienamente dotati di eguale dignità con gli altri uomini, come dei Rom ha fatto elementi attivi della raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti, operando positivamente per il superamento della diffidenza e dei pregiudizi che le famiglie di Lamezia nutrivano nei confronti di questi gruppi ed altre iniziative ancora con la semplice ma significativa parola d’ordine “io ci provo”. Ha posto poi l’accento sulla necessità di una riforma culturale, anche perché la mafia “lavora con i piedi per terra” e s’inserisce perfettamente nelle abitudini e nel modo di pensare della gente comune. Sa vestire pure i panni della religione, mostrandosi esteriormente e formalmente devota. Quindi noi dobbiamo bandire certi atteggiamenti dalle nostre abitudini, dal nostro modo di vivere e di pensare, perché anch’essi in un certo senso sono cultura.

L’intervento di don Panizza ha coinvolto i ragazzi di Aiello e di Cleto in un dibattito interessante, che ha visto gli alunni rivolgere appropriate domande.

È stata poi la volta dei rappresentanti delle Istituzioni locali.

Il vicesindaco di Cleto e l’assessore alle politiche sociali di Aiello Calabro hanno portato i saluti delle rispettive Amministrazioni e ringraziato don Panizza per la sua presenza a Cleto e per l’opportunità offerta oggi di discutere di un problema così sentito in Calabria.

Alla fine è seguito un brevissimo intervento di saluto di Franco Pedatella, in rappresentanza di Cletarte, che ha elogiato il comportamento dei bambini, che è stato la prima prova evidente dell’efficacia del corso, ed ha ricordato che la presenza delle Associazioni accanto alla Scuola ed alle altre Istituzioni può costituire una rete capace di vincere la battaglia per il trionfo della libertà, della felicità e della vita contro la delinquenza organizzata che invece rappresenta la morte.

L’incontro si è concluso alle ore 12,00 circa, con la distribuzione di gadget da parte dell’Associazione ANAI di Cleto.

Cleto, 22 marzo 2012                                   Franco Pedatella

 

 

 

 

 

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(I privilegi)

Il componimento è stato scritto quando la tutela dei diritti, della salute, della dignità, della libertà, direi dell’umanità, del lavoratore è stata definita, da parte padronale e governativa, un privilegio. Viene definito privilegio il fondamentale diritto al lavoro, che poi è diritto alla vita ed alla partecipazione all’organizzazione sociale, civile, economica e politica del Paese da parte di tutti i cittadini, come  viene enunciato nel primo articolo della Costituzione Repubblicana e precisato in quelli successivi. Mi è sembrato di trovarmi di fronte ad un capovolgimento dei valori, ad una specie di rovesciamento della storia e della civiltà, senza che questo abbia suscitato un sussulto di sacro sdegno in tutti coloro che sono in grado d’intendere e di volere.

Tu, che col freddo intenso o sotto il sole

cocente di canicola coltivi

la dura terra avara e del suo frutto

ben poco prendi, ch’altro è del padrone,

 

privilegiato sei, ché hai il lavoro!

 

Tu, che alla catena di montaggio

compi infiniti gesti, tutti uguali,

e li ripeti pure fuor d’azienda,

fin quando dormi par li fai a comando,

 

privilegiato sei, ché hai il lavoro!

 

Tu, che profonde scavi gallerie

e vivi la gran parte di tua vita

sotto gli abissi di tartarea terra

che tienti al buio e il sol ti nega agli occhi,

 

privilegiato sei, ché hai il lavoro!

 

Tu, che trascorri gli anni in fonderia

e guardi solo masse di metallo

incandescenti sciogliersi e versarsi

in stampi e sparger acidi e calore,

 

privilegiato sei, ché hai il lavoro!

 

Tu, che in miniera vivi come talpa

e v’entri a mane e fino a notte i’ resti

ed il sereno non conosci e ignori

lo svolazzare degli uccelli in festa,

 

privilegiato sei, ché hai il lavoro!

 

Tu, che dopo una vita di fatica

una pensione percepisci, scarna,

ché non v’è chi t’impieghi perché, lento,

regger non puoi a produzion globale,

 

privilegiato sei, ché hai lavorato!

 

Invece quei che su fornite navi

trecento giorni all’anno sta in crociera

e il resto siede in riverite scranne

fingendo di operare e mille servi

 

gli stanno intorno a prendere comandi;

e quelli che non han capienti tasche

a metterci il denaro mal ghermito,

che spender poi, ahimè, è grande affanno,

 

pretendono di tôrre i privilegi

a quelli che s’affannano a produrre

ricchezza a lor e scambian le parole

mutando il suono e il senso delle frasi

 

sí che chi deve dare invece prende

e quei che prender deve invece dona.

Amico, sembra un giuoco di parole,

invece è dura, amara realtà:

 

sudar, venir sfruttato è privilegio,

curarsi, se infermo, è privilegio,

avere il dí festivo la domenica

e riposar, se stanco, è privilegio.

 

E se, a lavoro fatto fido e pronto,

al tuo padron val bene licenziarti

e forze assumer nuove e braccia fresche,

perché le tue succhiate ha come un uovo,

 

non val che la tua vita sia distrutta

per lui; deve poter buttarti fuori

senza di legge straccio a tua difesa,

che ti protegga dalla belva umana.

 

Il non poter buttarti in strada pronto,

il non poterti fare schiavo a pieno,

togliendoti la consapevolezza

che il sei, e in te annullar coscienza d’uomo,

 

non esser merce, questo è il privilegio.

 

Un giorno eran diritti conquistati

dopo millenni di cruente lotte

avverso all’arroganza dei potenti.

Oggi nel nostro mondo capovolto,

 

mutato il suono e il senso alle parole,

il povero divien privilegiato

e il ricco a sé la libertà reclama

di dare o tôrre al povero il lavoro

 

secondo l’esclusivo suo interesse,

che a nulla che a suo lucro è sottoposto.

Che importa, poi, se quei con la famiglia,

ancora pigolante, sotto un ponte

 

finisce o in marciapiede a tender timida

la mano a viso basso e tremebonda,

ché non adusa, ad aspettar tintinno

da mano amica, cui quel che ha è bastante?

 

L’articolo diciotto, che protegge

il tuo diritto d’essere soggetto

e non oggetto dell’altrui volere,

donando dignità al tuo lavoro,

 

è un privilegio, anzi è il privilegio.

Così lo definiscono i signori.

Cleto, 13 marzo 2012         Franco Pedatella

Blog: francopedatella.com

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Questo componimento è per un Otto marzo pacifico, in cui è data per acquisita la conquista dei diritti della donna, anzi di essa si fa una “Signora” che benevola ha nelle proprie mani il destino degli uomini. Solo l’eco lontana delle lotte del passato, date ormai per superate, rimane nell’animo, in una prospettiva di elevazione sentimentale e morale della vita, anche senza dimenticare i casi numerosi di discriminazione della donna, non soltanto nel mondo che noi occidentali consideriamo non democratico, ma anche nelle cosiddette democrazie occidentali, soprattutto quando la donna, per la sua ricca e naturale specificità, entra in contrasto con il maschilismo ottuso o con la logica del capitale, cioè quando nelle più diverse situazioni non è una merce docile.

Pronta a destriero in groppa, arco in spalla

e punte aguzze all’omero in faretra,

l’Amazzone si lancia e mai non falla

nel perseguir trionfo né più arretra.

 

Ma di’, Dòmina mia, a che l’attrezzo

porti a pugnar battaglia già trionfata?

L’uom che t’è a fronte quieto giace al rezzo

d’olmo e al suol ha l’arma sua posata.

 

Non vuol sommetter la compagna amata,

anzi la vuole al fianco sua Signora.

La guerra antica ormai è terminata.

 

Tu gli sei pari al lato ed ei t’adora,

tra le sue braccia con amor t’accoglie.

Col suo pensier ti corre dietro ognora

 

e cera al guardo intenso tuo si scioglie,

quando il tuo stral d’amore al cuor lo coglie.

Cleto, 8 marzo 2012           Franco Pedatella

Blog: francopedatella.com

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È una riflessione franca e sincera, forse anche istintiva, dettata dalla notizia del rifiuto del segretario nazionale del PDL, Angelino Alfano, di partecipare all’incontro, già programmato e concordato, dei partiti che sostengono il governo con il Presidente Mario Monti ed alcuni suoi ministri, in cui si sarebbe parlato, tra le altre cose, anche di riforma della giustizia e di televisione. Le motivazioni della marcia indietro mi sono sembrate ridicole, non sostenibili sul piano politico, a meno che questo non faccia tutt’uno con quello personale e degli affari, ed inoltre  offensive dell’intelligenza dei cittadini.

 

Attento, Monti! Qui non puoi andare!

Questa è la riserva dei padroni!

Nessuno può a ragion legiferare

ove ha piantato i piedi Berlusconi.

 

Ov’è pubblicità televisiva

e dove la giustizia è da bloccare,

quello è il terreno di riserva attiva

dove Padron Leone può cacciare.

 

E il popolo attende esterrefatto

se d’alcun colle lèvasi un guerriero,

che armato di giustizia e a pugna adatto

 

proponga se qual abil condottiero,

e non si guarda dentro, ove giace

vera democrazia che a tutti piace:

 

quivi è la forza della volontà,

che ai popoli è insegna di progresso!

Di sé fuor tragga giusta autorità

l’Itala gente se al futuro ha accesso!

 

Cleto, 8 marzo 2012            Franco Pedatella

 

Blog: francopedatella.com

 

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(Alla nuova sede del Liceo Scientifico Statale di Amantea)

Avendo intenzione di andare a far visita ai miei alunni ed ai miei colleghi nella nuova sede della mia scuola, ho pensato di dedicare loro per l’occasione questi versi. Sono stati scritti in parte a Cleto, in parte nella Sala ticket dell’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza, in parte nella Sala d’attesa del Reparto di Dermatologia dell’Ospedale Mariano Santo di Mendicino, perché in questo giorno mi sono spostato nelle suddette località.

Questi versi da una parte vogliono essere un augurio per il futuro, dall’altra vogliono ribadire un concetto ed una certezza da me acquisita da tempo e più volte affermata. Quanto al concetto, lo affermano la legge istitutiva e l’Ordinamento Scolastico del Liceo Scientifico.

Quest’edificio nuovo sia di spinta

a quel che per apprender o insegnare

v’entra e antica lena non allenta,

ché sa che quinci esce quel che andare

 

deve lungo la via della sapienza

che scienza associa a litterae humanae

e pel progresso crea la dirigenza

adatta per nozioni e doti umane.

 

La scienza sola può creare infatti

mostri soltanto di tecnologia,

che all’uomo danno mezzi poco adatti

 

al suo progresso vero in armonia

con l’universo umano e di natura.

Lettere e scienza invece dan cultura

 

che serve per l’umana civiltà,

sbarrando il passo a tecnocrazia.

Così al sevizio della libertà

tiene il sapere la democrazia.

Franco  Pedatella

Cosenza, 26 settembre 2011

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